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Questa è la versione definitiva della mia proposta di legge per una riforma del diritto italiano in materia di armi e per un recepimento il più possibile indolore della direttiva europea del 2017.
La proposta di riforma è il frutto di lunghi studi e della mia ampia esperienza in materia di diritto delle armi. Nel riformare le norme vigenti ho tenuto conto della stratificazione di correzioni, integrazioni, peggioramenti introdotti da normative estemporanee male studiate, e di una sterminata serie di interpretazioni sbagliate o comunque estremamente dubbie che sono state introdotte nella prassi, quasi sempre per restringere i diritti dei cittadini. Questa nuova legge aumenta il livello di sicurezza pubblica fino alla misura richiesta dalla direttiva europea, ma con il minor aggravamento possibile per i cittadini.
Il recepimento della direttiva è stato studiato in modo da ridurre al minimo i cambiamenti negativi nel nostro diritto, rispettando sempre comunque appieno ciò che la direttiva ci impone di fare. Certe misure potranno sembrare restrittive, ma con i miglioramenti introdotti, sostituendo le comunicazioni informatiche a quelle cartacee, con i chiarimenti interpretativi, in sostanza nulla cambia in peggio per la stragrande maggioranza dei cittadini italiani che usano o detengono armi. La chiarezza le norme è tale da ridurre notevolmente la possibilità di interpretazioni stravaganti da parte degli uffici della pubblica amministrazione o dei giudici, come ora purtroppo avviene quotidianamente.
Tutti gli interessati hanno visto dal decreto Gentiloni quali sono le intenzioni del ministero: recepire la direttiva europea con tutti gli errori di traduzione, far finta di averla recepita senza dire neppure una parola sui problemi principali, quali l’introduzione di nuove norme per le armi di categoria A e la sparizione della categoria delle armi sportive, ignorare specifici obblighi che ci impone la direttiva, introdurre norme di carattere medievale come il controllo sul numero delle munizioni detenibili affidato alla discrezionalità del prefetto, norme contrarie alla libertà dei singoli cittadini nella loro privacy, che impongono di far sapere quasi pubblicamente che si detengono armi, cosa che invita a rubarle e può porre in pericolo chi le detiene. Nel mio testo ho indicato con un asterisco tutte le modifiche imposte dalla direttiva, e ignorate dal decreto Gentiloni.
Particolare attenzione ho posto nell’ uniformare molte norme al livello europeo per eliminare disparità di trattamento e inutili barriere commerciali di tipo protezionistico,

Tenete quindi presente che questa è l’ultima “chiamata alle armi”. O si fa la mia legge o si muore, direbbe Garibaldi, perché senza la mia legge il cittadino italiano sarà sempre un servo ubbidiente di fronte a funzionari di p.s. a cui è concessa una discrezionalità ignota a qualsiasi paese civile. O si riesce ad incidere un po’ sul sistema attuale o si andrà sempre peggio. Contro la discrezionalità del potere era stata fatta la Rivoluzione francese; noi italiani continuiamo ad ignorare che anche di fronte alla pubblica amministrazione si devono poter vantare dei diritti e non soltanto dei desideri sempre più stritolati da una macchina burocratica in mano ad incompetenti.

Non vi sarà una seconda occasione; io sono vecchio e stanco di fare leggi che finiscono nei cassetti della politica e quindi chiunque ha interesse a che la materia delle armi venga regolata in modo sensato, con piena e totale garanzia della pubblica sicurezza, ma con riduzione di un’assurda ed opprimente inutile burocrazia, deve attivarsi nei confronti della politica affinché questa legge venga recepita. E mi rivolgo specialmente alle associazioni che proteggono armieri e cacciatori e alle riviste del settore che fino ad ora sono rimaste un po’ troppo alla finestra senza idee e proposte concrete. L’unica idea che ho visto è quella di sperare che le Corti Europee accolgano i ricorsi fatti da altri stati; il che vuol dire non avere capito che il problema non sta nella direttiva, ma nel nostro diritto italiano e che a noi la direttiva deve servire principalmente per modernizzare il nostro sistema obsoleto.

ECCO IL TESTO DELLA LEGGE SQUERI-MORI IN FORMATO PDF

Ricordo che a questa pagina trovate tutto ciò che concerne la direttiva europea 2017 e a quest’altra pagina la bozza e relativi commenti che hanno preceduto la stesura definitiva della legge.

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